LA SOGLIA DEL SONNO

fiori per sbaglio in un campo di grano

L i n k

B o t t o n i

C o u n t e r

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venerdì, 30 ottobre 2009

E' sui ciottoli lucidi
della strada più antica
che si consuma una sera

dove la panca s'improvvisa
per conciliare quell'atmosfera
che la stessa aria respira

mentre il mondo si trucca
dal venerdì per maschera
una storia ci racconta

parole cadono sulle altre
senza che il contenuto
sia da parte imprigionato

e dalla giacca donata
perchè la notte pungeva
si solleva la copertina

nel saluto che guarda timido
esplode un calore
che trema di meraviglia

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venerdì, 16 ottobre 2009

Ho ferito la vita
con le mie  suggestioni
per quell' incespicare
sui punti di sospensione

sono un soldato
che macina salari
senza sapere il fiore
che forma i lampadari

piano tuono dentro
dov'è difficile ascoltare
il vero che rappresento
non porta un temporale

salgo sopra al vento
sulle spalle d'un aquilone
per fuggire da fermo
per provare emozione

aspetto la coincidenza
che piove con la luna
e ritrovarmi lo stesso
al punto di partenza

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martedì, 06 ottobre 2009

Non scorre più
quel fiume
vicino le palpebre,
per una colpa
che sgrida ancora
ad ogni ruga
quand'ero ragazzo,
e non cancella
quell'unico rimorso
come ossessione
le mani nella sabbia,
mentre sogno odori
che siano diversi
dal mio pensiero,
il tempo lento
con la pena
scherza immobile,
e non serve
come ragione
alcun pentimento,
sono seppellito
senza morte
con la fantasia,
e con vuota ironia
gioco a scacchi
con quel cielo

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venerdì, 18 settembre 2009

Ostento noia nel vuoto
cercando la tua mano accanto

il sogno è pallido,
ma qualcosa che stringe l'avverto

porto lontano me stesso,
nel gesto fortuito d'un petalo

il cielo è pianto,
di tutte le ombre l'oceano

il domani che lascio è solo,
dentro di te io spazio

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venerdì, 04 settembre 2009

C'è un letto vuoto
a due passi dalle stelle
dove la condensa
copre quei giorni
che scivolano lievi
nella tua assenza

muto è il suono
del mio nome
che strida nelle corde
di un pallido cuore
che fin dentro al sangue
appartiene a quella voce

sotto la montagna
semplice è il baratro
che lesto si avvicina
quando trovi l'appiglio
nella mano protesa
dell'amico d'infanzia

quelle distanze cresciute
in sentieri diversi
li credevi nodi sciolti
ma un cambio di pelle
non segna un rapporto
che memoria sostiene

nei suoi brevi consigli
leggi quadri vissuti
e ferite inghiottite
questo gesto va oltre
le amarezze versate
per poesia che finisce

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giovedì, 20 agosto 2009

Puntuale come uno sbaglio
scrivo nel vento,
le altre verità
svestite d'orgoglio

parole di stagnola
celate nella pietra,
si muovono al verso
indirizzo sconosciuto

segnali d'una passione
lanciati fuori tempo,
coriandoli a natale
o riso a un funerale

dentro buii orizzonti
tutti i treni persi,
quelle unghie distanti
morsicate sott'acqua

ma da quel nuovo sorriso
rivolto ad un altro,
troverai tra la polvere
le mie spine appassite

Postato da eternosonno alle 18:44 | link | commenti |

mercoledì, 12 agosto 2009

L' odore è rancido
tre pasti un lusso,
compagni di attese
in quel cupo salone,
dove unisce il terrore
di non disturbare

Il dolore è scordare
i pensieri migliori,
quegli stessi cari
del futuro cortese,
nel dorato soggiorno
d'un saluto saltuario

Un calore immaginato
tra gli oggetti sbiaditi
in un tesoro d'armadio,
dove la sera prego
il bene incondizionato
dall'anticamera del cimitero

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mercoledì, 05 agosto 2009

E' facile ingannarsi
nel mondo muto
del ventilatore
dietro l'eco
ormai distante
d'emozioni vissute

Parole mai scritte
intinte nel sangue
di sognate pergamene
dentro la bottiglia
l'amica della sera
confida nessuna risposta

Nella mente lucida
è l'indifferenza
che paura terrorizza
vedersi cambiare
come le stagioni
immobili senza polvere

Lungo il percorso
costruito da altri
noi stessi sconosciuti
ondeggia l'estate
nei panni stretti
d'un cantastorie

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martedì, 04 agosto 2009

Ricordi quel filo
univa due vuoti,
un passato silenzio
e dei buoni consigli

Sognavi l'India,
e i suoi odori,
mentre la mia vita
prendeva la tua forma

Ridevi negli occhi
senza abbassarli,
paura e coscienza
non avevano invito

Lo chiamo profumo
anche senza sentirlo,
non ha un nome,
ma il tuo sorriso

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mercoledì, 29 luglio 2009

Rimbocco le labbra
sotto la lingua
nel nuovo rinnovo
del pensiero incompreso

acceso da un sostantivo
dal suo eco ucciso
stretto nella mano
quel tracciato stempiato

stanco d'un sentimento
finalmente calmo
tornato sui gesti
che abbiamo scordato

t'ho presa in saldo
il mio unico acquisto

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lunedì, 20 luglio 2009

Seduto su me stesso
mi racconto,
come l'amore non ha contrario

cerco il motivo del disagio,
ma resto solo,
dentro un lamento cronico

volgo distante lo sguardo,
oltre il cerchio,
un mondo ormai ostico

trovo nell'essere diverso
il coraggio,
dove il respiro è capovolto

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venerdì, 10 luglio 2009

è quando vedi le rughe sulle lacrime
che distingui nel male un salvagente

e stendi i giorni ad asciugare
sugli anni persi, a ricordare,
un attimo che fosse diverso

pezzo di vita, come macchina da presa,
il mondo che gira sulla bobina
e ascolta le immagini per non sentire

il suono delle parole care
così vere, quasi inventate,
scivola dal naso al cuore
senza battito di direzione

eppure va, sulle punte dell'abisso,
verso un nuovo che non conosce
ad aspettare il suo niente,
niente, e dintorni

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mercoledì, 24 giugno 2009

Cucire le due estremità
nel mezzo d'un respiro,
tra invidia e pietà

sospesi sul filo di voce
a guardare il niente dietro il vestito

è maggio che dona al vento
il polline di un fiore finto,
la miglior tattica dell'istinto

e contare i resti del brivido,
un bacio che il tempo si concede

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lunedì, 25 maggio 2009

Prego il coraggio d'uscire
dalla cruna del Dio interiore,
qui il proposito è scritto,
ma manca dell'ultimo tassello

scorro in memoria primavere
disegnate su carta carbone,
dove spiccano immagini lucide
e poche parole imbalsamate

presente è un tempo vago
d'emozioni che si infrangono,
passate dal brivido all'espresso,
dall'amore a un fugace amplesso

cosa resterà in questa sera
finita la birra e l'autostima?
un pugno di se, tra la polvere,
e un cassetto dentro il sogno

portami con te indifferenza
nel cercare quel mio binario,
ma prima d'un lento avvolgersi
rubami lo spregio dagli occhi

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venerdì, 24 aprile 2009

Fermo il movimento
per sentire i treni
dal cavalcavia dei giorni

le sette e venti
nei miei vigili sogni
un numero tra i tanti

sollevo il mattino
per vederlo adesso
come non ho mai fatto

siedo sul mondo
e ordino al cielo
un bicchiere di sete

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mercoledì, 01 aprile 2009

Fissavo il punto interrogativo
sul muro che m'era opposto
quando apparve un intruso

raggio caldo che nascosi
dietro un mare di velluto
per non scalfirti il sogno

unico frangente di quiete
che non sa essere impuro
lo proteggerò dall'avverso

vicino al sentimento vero
sbircio l'alba senza disturbare
il mio corpo che dorme

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venerdì, 13 febbraio 2009

Stridono le ossa dei muri
dentro istanti spavaldi
mirati a soccombere
nella logica degli eventi

dalla parete cadono i giorni
spogliati dai brividi
nel volteggio inquietante
sulla macchina da scrivere

parole drogate d'emozione
nel tetro notturno
per illudere un ascoltatore
autore delle proprie sventure

racconti alla luna ad asciugare
pieni d'ignote smagliature
che l'ideale quotidiano
soffoca al primo respiro

passivo seguitando il sentiero
che dolo porta a dolore
nella scala di pianoforte
vivo in quel tono mancante

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martedì, 16 dicembre 2008

Cola di nero l'infanzia
fissando lo scatto prezioso
un breve eterno ricordo
appeso a quella gonna

Vivo è l'odore di lei
nei frangenti importanti
la bussola nel buio
luce dei miei porti

con lo sguardo a gattoni
una donna è sbocciata
senza confidare sui dubbi
che il suo sangue nutriva

Sento l'assenza più forte
nei traguardi raggiunti
perchè urla in quei momenti
il bisogno di toccarti

vorrei tanto farti arrivare
queste parole sempre taciute
t'osservo fiera ogni mattina
truccando i tuoi lineamenti

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mercoledì, 10 dicembre 2008

S'appoggia con grazia
la fredda puntina
donando un sax
alla quieta penombra

l'uomo nero sprigiona
romanzi di periferia
dove i treni spariscono
come stelle a pelo d'erba

la pioggia ballerina
sfoca le insegne
confonde un amplesso
dal grigio condominio

una sigaretta rosseggia
sull'incrocio d'un balcone
lascia alle onde di fumo
gli occhi della notte

quella parvenza figura
che triste non guarda
regge gli ultimi attimi
di una vita passata

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mercoledì, 05 novembre 2008

Amato destriero
compagno fidato,
in te mi ripongo
ogni falso abbaglio,
quando sembra luce
quella breve illusione
che per debolezza
cerca di uscire,
ma solo nel dubbio
resta il ricordo
d'un gesto diverso,
scacciato pensiero
sul sonno sdraiato,
dal basso del cielo
ti vedo e sorrido,
dentro il mio vanto
risplendi silenzio,
fino l'ultimo respiro
sei tutti i colori del nero

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mercoledì, 29 ottobre 2008

Ricamo di domande quest'indugio
prima d'osare un altro passo
appeso al ricordo prematuro
che di terrore l'aveva dipinto,
tra fili di maglie d'argento
sono impigliate quelle stagioni
dove bassi volavano gli umori
confinati in questi umidi muri,
un luna park di sensazioni
profumano vive nella mente
rendono nitidi gli aloni
posteri dalle umane sembianze,
il timore divenne necessità
d'avere quel rifugio imperfetto
che questa bugiarda libertà
destina al mittente cassetto

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mercoledì, 22 ottobre 2008

Scorrono le dita nei riccioli
d'un ottobre già stanco,
quando un viale anonimo
segna il nome dell'incontro

Un ciao che ferma il mondo
tiene il fiato nel respiro,
mentre la memoria solletica
dietro una foglia che passa

L'istinto libera futili parole
come due amici sulle scale,
e nulla porta quel sorriso
di risposte ormai sepolte

La nostalgia avvolge la pausa
che segue l'attimo di cortesia,
dove quel bacio al rallentatore
ritrova nel profumo un brivido

L'autunno suona il violino
nell'ultimo affilato sguardo,
quando ciò che ho creduto
resta interessante crederlo

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mercoledì, 15 ottobre 2008

Guardo la traccia
del mancato sorriso
il rossetto sbavato,
l'ultima goccia
di una pozzanghera
si scioglie sul tocco
bagnato d'inganno,
come lieve carezza
sotto al campanile,
dove l'incanto
dentro i tuoi occhi
è tutto nel solo
pensiero d'un altro

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sabato, 11 ottobre 2008

Il calamaio colmo di noia
freme nell'essere intinto
sul manto ignorato,
stanco di contare
in sbieca angolazione
i tarli nelle fessure,
quando notte si corica
sul ventre dello scrittoio
scende il sole dall'abbaino,
rifulge polvere sulle idee
morsicate nel retro
del cupido d'inchiostro

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martedì, 07 ottobre 2008

Sguardo ferito di pioggia
sui tetti rimasti,
dai vetri, rimorsi confusi

sento il dubbio sorriso
nei vicoli giorni,
un vociare di sassi

migro oltre la linea
dei bianchi discorsi,
gli orizzonti perplessi

freno l'abisso di collera
su quel punto lontano,
a sud del mio naso

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sabato, 27 settembre 2008

Cocciniglia

Ogni goccia che cade
sfalsa un'attesa
macchia il senso del tempo
che il silenzio corrode,
la squallida vasca
è quel palcoscenico
che il pittore astratto
un'opera ha inciso,
lo specchio graffiato
invecchia l'immagine
che da quando conosce
ha sempre concesso,
dalla finestra chiusa
sporge un davanzale
dove appoggia il ricordo
dell'ultima vita,
cresciuta in questa stanza
a vegliare sulle grida
finchè il danno la spense
col colore del sangue

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mercoledì, 24 settembre 2008

Una sola vampata

Questa è la fine
degli angeli folli
pallidi stracci
imbevuti di benzina
Danza il silenzio
sulla corda appesa
sfugge la presa
al muto testimone
Nella breve distanza
sfrega una vita
accende il dilemma
di chi resta intorno

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martedì, 19 agosto 2008

Le pagine bianche
hanno un loro fascino,
puoi riempirle di fantasia
con del nero d'inchiostro,
o lasciarle così candide
dentro un scrigno colorato,
per non rischiare
qualcosa di diverso
da come ti sei immaginato

Le pagine bianche
sono il crocevia
tra chi siamo
e chi rinunciamo d'essere,
perchè non è coraggio
crearsi aspettative,
ma fuggire dal sogno
è assai codardo

Un sospiro butta fuori il magone,
ma non spegne la candela

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giovedì, 24 luglio 2008

Volti tersi senza menzogna
seguono dei gomitoli di vento
sotto il bocciolo d'una lanterna

Seduti sopra al silenzio
avvertono il tempo divenire eterno
nell'indaco velo della battigia

Distanti brusii oltre la collina
rammentano l'estate alla luna
colonna sonora della prima volta

Lungo quel brivido ignoto
sale alto un sospiro
che mai più sarà lo stesso

Cadono origami dal cielo
sulle iniziali d'un sentiero
vero come l'amore appreso

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martedì, 15 luglio 2008

Suona a ritroso
il fischio del tempo
quando allo specchio
c'è un segno bianco

come ago riflessivo
smuove il resoconto
del passato immaginato
da diverso adulto

solo con te stesso
tracci il bilancio
per diventare maturo
o toglierlo soltanto

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C a t e g o r i e